14 articoli dell'autore Annamaria Parlato

Annamaria Parlato 30/04/2024 1

La storia del turismo dall'antichità ai nostri giorni

La storia del turismo è una narrazione ricca di sviluppi culturali, economici e sociali che si è evoluta nel corso dei secoli. Le prime forme di turismo risalgono all'antichità, quando i viaggiatori si spostavano per motivi religiosi, commerciali o politici. Tuttavia, il concetto moderno di turismo come un'attività organizzata e diffusa è emerso solo nell'era moderna.

Ecco una panoramica delle tappe significative nella storia del turismo:

  1. Antichità: Viaggiatori greci e romani si spostavano per visitare siti religiosi, partecipare a eventi sportivi come i giochi olimpici, o per scopi commerciali e diplomatici. I romani in particolare costruirono una rete estesa di strade che facilitò gli spostamenti.

  2. Medioevo: Durante il medioevo, i pellegrinaggi religiosi erano comuni. I cristiani visitavano siti religiosi importanti come Gerusalemme, Roma o Santiago di Compostela. I viaggiatori inoltre facevano parte di carovane commerciali che attraversavano l'Europa e l'Asia per scopi commerciali.

  3. Rinascimento e Età Moderna: Con il Rinascimento, i viaggiatori iniziarono a spostarsi per motivi culturali ed educativi. I viaggiatori nobili intraprendevano il Grand Tour per visitare i centri culturali dell'Europa, come Roma, Firenze e Venezia. Il Grand Tour fu un tradizionale viaggio educativo intrapreso principalmente dai giovani aristocratici europei, in particolare britannici, nel XVII e XVIII secolo. Era considerato parte essenziale dell'educazione di un gentiluomo e mirava a completare la formazione culturale e sociale attraverso l'esposizione a diverse culture e tradizioni europee. L'itinerario solitamente iniziava con una traversata del Canale della Manica da Dover a Calais. Da lì, i viaggiatori avrebbero fatto tappa in varie città europee, trascorrendo mesi o addirittura anni a esplorare e studiare le arti, la letteratura, la storia e la filosofia. Nel corso dell'Età Moderna, le prime forme di strutture alberghiere e servizi turistici cominciarono ad emergere. 

  4. XIX secolo: Il XIX secolo vide la crescita del turismo di massa. Migliaia di persone, trainate dai miglioramenti nei trasporti ferroviari e marittimi, cominciarono a visitare luoghi di interesse turistico, come le cascate del Niagara o le rovine di Pompei. Destinazioni come le terme diventarono popolari.

  5. XX secolo: Il turismo continuò a crescere nel XX secolo, con l'avvento dell'automobile e dell'aviazione commerciale. Destinazioni esotiche come le isole tropicali e le mete esotiche divennero accessibili a un pubblico più ampio. L'industria alberghiera e dei viaggi si sviluppò rapidamente.

Oggi, il turismo è diventato un'industria globale di dimensioni colossali, con un impatto significativo sull'economia, sull'ambiente e sulla società. Ecco alcuni aspetti chiave del turismo contemporaneo:

  1. Economico: Il turismo rappresenta una delle principali fonti di reddito per molte nazioni. Le entrate derivanti dal turismo possono contribuire in modo significativo al PIL di un paese, creando posti di lavoro diretti e indiretti in settori come l'ospitalità, il trasporto, il cibo e le bevande, il commercio al dettaglio e le attività culturali.

  2. Tecnologico: Le tecnologie digitali hanno trasformato radicalmente il settore turistico. Piattaforme online come Airbnb, Booking.com e TripAdvisor hanno rivoluzionato il modo in cui le persone prenotano alloggi, pianificano itinerari e condividono esperienze di viaggio. Inoltre, le app per dispositivi mobili offrono servizi di navigazione, traduzione e prenotazione in tempo reale, migliorando l'esperienza del viaggiatore.

  3. Sostenibilità: Con l'aumento dei viaggi, cresce anche l'attenzione verso la sostenibilità ambientale e culturale del turismo. Le destinazioni turistiche stanno adottando politiche e pratiche volte a proteggere l'ambiente, preservare il patrimonio culturale e promuovere il turismo responsabile. Questo include iniziative come il turismo ecologico, il turismo culturale e il turismo comunitario.

  4. Tendenze emergenti: Alcune tendenze emergenti nel turismo includono il turismo esperienziale, dove i viaggiatori cercano esperienze autentiche e significative, il turismo enogastronomico, che si concentra sulla scoperta della cucina locale e dei prodotti tipici, e il turismo di avventura, che coinvolge attività all'aria aperta e sport estremi.

  5. Impatto sociale: Il turismo può avere un impatto significativo sulle comunità locali, sia positivo che negativo. Da un lato, può generare opportunità economiche, promuovere la conservazione del patrimonio culturale e favorire lo scambio interculturale. Dall'altro, può causare problemi come sovraffollamento, sfruttamento dei lavoratori e perdita di identità culturale.

  6. Crisi e adattamento: Eventi come epidemie, catastrofi naturali e instabilità politica possono influenzare in modo significativo il settore turistico. Durante tali crisi, il settore deve adattarsi rapidamente, ad esempio promuovendo destinazioni alternative o implementando misure di sicurezza sanitarie.

In sostanza, il turismo oggi è un'industria dinamica e in continua evoluzione che offre opportunità e sfide sia per i viaggiatori che per le destinazioni. La sua gestione responsabile è essenziale per garantire che continui a contribuire positivamente all'economia globale e al benessere delle comunità locali, mentre si preservano le risorse naturali e culturali per le generazioni future.

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Annamaria Parlato 28/03/2024 0

Primavera a Salerno: attività e luoghi consigliati da visitare

Salerno, con la sua posizione affacciata sul Mar Tirreno e la sua ricca storia, offre molte opportunità per trascorrere del tempo piacevole durante la primavera. Questo particolare momento dell'anno è un periodo davvero speciale, in cui la città si risveglia dopo i mesi invernali e si riempie di colori e profumi. I parchi, i giardini e le strade di Salerno si riempiono di fiori e piante in fiore, creando un'atmosfera incantevole e colorata, le temperature diventano più miti e piacevoli, permettendo di godere di lunghe passeggiate all'aperto senza il caldo afoso dell'estate.

La primavera è il periodo in cui si celebrano diverse feste e tradizioni a Salerno. Una delle più importanti è la "Settimana Santa", con processioni e cerimonie religiose che attirano visitatori da tutto il mondo. Inoltre la città ospita numerosi eventi culturali, spettacoli teatrali, concerti e mostre d'arte, arricchendo l'offerta culturale. Questo è il momento ideale per fare escursioni nei dintorni di Salerno, esplorando la Costiera Amalfitana, i Monti Lattari o le aree naturali circostanti tra i Picentini e la Valle dell'Irno, dove la natura si mostra in tutta la sua bellezza. La primavera è anche il periodo in cui la cucina locale offre i suoi migliori prodotti: dai primi ortaggi di stagione alle specialità di pesce fresco. È il momento ideale per gustare piatti tipici come la "Parmigiana di alici", la "Pizza di scarole" o la "Pastiera di gano". Il lungomare poi diventa un luogo perfetto per rilassarsi, fare sport o godersi il sole sulle spiagge della città.

Ecco alcune attività e luoghi da visitare a Salerno in primavera:

  1. Passeggiare sul Lungomare Trieste: Goditi una piacevole passeggiata lungo il lungomare di Salerno, con la vista sul mare e le luci che riflettono sull'acqua.

  2. Visita al Duomo di Salerno: Il Duomo di Salerno, dedicato a San Matteo, è un capolavoro dell'architettura medievale. All'interno troverai affreschi e opere d'arte di grande valore storico e artistico.

  3. Giardino della Minerva: Questo antico orto medievale offre una varietà di piante aromatiche e medicinali. È un luogo tranquillo per passeggiare e rilassarsi tra la natura.

  4. Castello di Arechi: Situato su una collina che domina la città, il Castello di Arechi offre una vista panoramica mozzafiato su Salerno e sul Golfo. Durante la primavera, potrai godere di temperature piacevoli mentre esplori le antiche mura del castello.

  5. Shopping e gastronomia: Le vie del centro storico di Salerno sono piene di negozi, boutique e ristoranti dove potrai assaporare la cucina tradizionale campana e acquistare prodotti locali.

  6. Escursioni in Costiera Amalfitana: Salerno è un ottimo punto di partenza per esplorare la splendida Costiera Amalfitana. Durante la primavera, le temperature sono ideali per escursioni a piedi lungo i sentieri costieri e per visitare le pittoresche città come Amalfi, Positano e Ravello.

  7. Eventi e festival: In primavera, Salerno ospita diversi eventi e festival, come la "Mostra della Minerva" e la "Settimana Santa", che offrono spettacoli di luci, musica e tradizioni locali.

  8. Parchi e aree naturali: Se ami la natura, puoi visitare l'Oasi WWF di Persano, dove potrai fare escursioni, birdwatching e osservare la flora e la fauna locali. Anche il Cilento merita una sosta per i suoi numerosi itinerari che ti aiutano a toccare con mano l'autenticità dei luoghi e le particolarità delle usanze locali.

Queste sono solo alcune delle tante cose da fare e vedere a Salerno in primavera. La città e i suoi dintorni offrono un mix perfetto di cultura, natura, gastronomia e divertimento per tutti i gusti.

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Annamaria Parlato 19/02/2024 0

I turisti nel 2024 ripartono dalle proprie radici

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, lo scorso 30 ottobre 2023, alla Farnesina aprì i lavori del primo incontro di presentazione del progetto “Turismo delle radici”. Una nuova proposta turistica, con il coinvolgimento di borghi e piccoli Comuni, costruita per invitare gli italiani all’estero e i loro discendenti a risalire alle origini.

“Quello di oggi è il primo di una serie di incontri che organizzeremo alla Farnesina per condividere e approfondire, insieme alle realtà locali, la preparazione delle iniziative per il 2024, anno delle radici italiane nel mondo” – dichiarò Tajani. “Come ho detto all’Assemblea ANCI di Genova, i Comuni sono una priorità dell’azione di governo, anche per promuovere le eccellenze dei territori e il saper fare italiano. Vogliamo mettere a sistema la loro vitalità con la nostra strategia di diplomazia della crescita”.

Il progetto “Turismo delle radici” è stato ideato per consentire agli italo-discendenti e oriundi italiani di scoprire i piccoli borghi e le aree rurali all’origine del fenomeno migratorio italiano, costruendo un’offerta turistica autenticamente locale che permetta di apprezzare tutta la bellezza, la cultura e le tradizioni secolari dei borghi da cui sono partiti i loro avi. Il turismo delle radici nasce come progressione di quella forma di turismo
che si è andata consolidando già da tempo: l’heritage tourism.

L'heritage tourism, o turismo del patrimonio, è una forma di turismo che si concentra sulla visita di luoghi storici, culturali e naturali per scoprire, preservare e apprezzare il patrimonio di una determinata area. Questo tipo di turismo si basa sull'esplorazione e sull'esperienza di luoghi che hanno un valore storico, artistico, culturale o naturale significativo.

Le attrazioni del turismo del patrimonio possono includere siti archeologici, monumenti storici, musei, parchi nazionali, edifici antichi, siti religiosi e altre destinazioni legate al patrimonio di una comunità o di una nazione. Gli obiettivi principali del turismo del patrimonio sono la conservazione, la promozione della conoscenza storica e culturale, e la valorizzazione delle tradizioni locali.

Alcuni aspetti chiave dell'heritage tourism includono:

  1. Educazione: Questa forma di turismo mira a educare i visitatori sulle radici storiche, culturali e naturali di una determinata area. Musei, interpreti storici e guide turistiche svolgono un ruolo importante nella trasmissione delle informazioni.

  2. Conservazione: Il turismo del patrimonio spesso contribuisce alla conservazione e alla manutenzione di luoghi storici e culturali. I proventi derivanti dai visitatori possono essere reinvestiti nella preservazione del patrimonio.

  3. Sostenibilità: Molte destinazioni di heritage tourism si impegnano nella gestione sostenibile delle risorse culturali e ambientali per garantire che il patrimonio sia preservato per le generazioni future.

  4. Promozione delle tradizioni locali: Attraverso esperienze autentiche, il turismo del patrimonio promuove le tradizioni locali, l'artigianato, la cucina e altre espressioni culturali uniche.

  5. Coinvolgimento delle comunità locali: L'heritage tourism spesso coinvolge le comunità locali, incoraggiando la partecipazione attiva nella gestione e nella promozione delle risorse del patrimonio.

Questo tipo di turismo può contribuire in modo significativo all'economia locale, attirando visitatori interessati a esplorare la ricchezza storica e culturale di una regione. Tuttavia, è importante bilanciare la promozione turistica con la conservazione sostenibile per evitare impatti negativi sul patrimonio stesso.

Il "turismo delle radici" è una forma specifica di heritage tourism che si concentra sulla ricerca e l'esplorazione delle origini familiari, della storia personale e delle radici culturali di un individuo. Il termine infatti si riferisce a un tipo di viaggio che ha come obiettivo l'esplorazione delle proprie origini, storia familiare e patrimonio culturale. Questo tipo di turismo coinvolge solitamente individui che desiderano ritornare alle loro radici culturali o esplorare le aree geografiche associate alle loro famiglie o alle loro origini etniche. Le attività comuni associate al turismo delle radici includono:

  1. Visite ai luoghi di origine: Esplorare le città natali, i villaggi o le regioni legate alla storia familiare.

  2. Ricerca genealogica: Tracciare la propria linea di discendenza, consultare documenti storici e scoprire dettagli sulla famiglia.

  3. Incontri con parenti: Cercare e connettersi con parenti a lungo perduti o ancora presenti nella regione di origine.

  4. Partecipazione a eventi culturali: Coinvolgimento in festival, celebrazioni e altre manifestazioni culturali locali.

  5. Esperienze culinarie: Sperimentare la cucina locale e le tradizioni alimentari della regione di origine.

  6. Visite a siti storici e musei: Esplorare luoghi storici, musei e altre attrazioni che riflettono la storia e la cultura della zona di origine.

Questo tipo di turismo è spesso guidato dalla volontà di approfondire la comprensione del proprio passato, stabilire connessioni emotive con la storia familiare e mantenere legami con le radici culturali. Con l'avanzare della tecnologia e la disponibilità di risorse online, come servizi di genealogia e archivi digitali, sempre più persone si impegnano nel turismo delle radici per esplorare e celebrare la propria identità culturale e storica. Stimolando il desiderio degli italiani emigrati all’estero e dei loro discendenti di riscoprire il proprio passato, l’Italia proclama il 2024 come anno del “turismo delle radici”.

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Annamaria Parlato 31/01/2024 0

La pericina è la pera dei Monti Picentini

Le pere in generale sono coltivate da migliaia di anni e sono una delle prime frutta ad essere state impiantate dall'uomo. Si pensa che abbiano origini in Asia già nell'antica Cina, in Mesopotamia e in Egitto. I Faraoni egizi le coltivavano considerandole un simbolo di immortalità. Durante il Medioevo, le pere divennero sempre più popolari in Europa. Le varietà europee furono sviluppate e coltivate in monasteri e giardini e nel Rinascimento vennero create nuove varietà attraverso l'ibridazione e la selezione. 

Attualmente, la Cina è il principale produttore mondiale di pere, seguita da altri paesi come l'Italia, gli Stati Uniti, la Spagna e l'Argentina. La diversità delle varietà di pere disponibili ha reso questo frutto una parte significativa della dieta globale. Esistono oggi più di 3.000 varietà di pere in tutto il mondo. Sono ricche di nutrienti, tra cui vitamina C, potassio, fibre e sono anche una fonte di antiossidanti benefici per la salute. Questa frutta è versatile in cucina e può essere consumata fresca, cotta, essiccata o utilizzata per preparare marmellate, succhi e dolci. Alcune varietà di pere, chiamate pere ornamentali, sono coltivate per i loro fiori decorativi piuttosto che per la frutta, diventando alberi molto apprezzati nei giardini per la loro bellezza.

Tra il territorio del comune di Montecorvino Rovella e Giffoni Sei Casali, la pericina è un’antica varietà di pera coltivata sin dai tempi dei Romani sui Monti Picentini. Avevano un ruolo di primo piano anche sulle mense di Greci, come descrive Omero nelle sue citazioni e Galeno, medico del I secolo d.C. che le utilizzò nelle più svariate ricette. Oggi si contano circa un centinaio di alberi secolari tutelati da 64 contadini della Comunità del cibo della pera pericina di Sieti, frazione di Giffoni Sei Casali, e dalla condotta Slow Food Picentini a partire dal 28 dicembre 2006.

Di media grandezza e a polpa fine e zuccherina, questa pera si raccoglie a partire dalla fine di agosto e in settembre; viene quindi esposta al sole su graticci e poi passata al forno per ottenere una migliore conservazione e l’utilizzo durante i mesi invernali anche in pasticceria. La forma è oblunga, il picciolo lungo e legnoso, il suo peso varia da 30 a 50 g. La buccia è verde al momento del raccolto per poi diventare marrone a maturazione completa. Il sapore è dolce e molto aromatico di lunga persistenza. La comunità di Giffoni Sei Casali ha salvaguardato per 20 secoli di storia la rarità di questo frutto che rischia di scomparire. I contadini si sono battuti per evitar l’abbattimento di ulteriori alberi e ogni anno proprio a Sieti si celebra la Festa della pera pericina, grazie alla quale il prodotto viene utilizzato e valorizzato attraverso svariate preparazioni e ricette, di cui quella più tipica è per i calzoncelli alle castagne. Giffoni Sei Casali, il Paese Albergo, si è posto così un obiettivo: concorrere con altri partner d’eccezione a salvare l’antica pera pericina.

Questa comunità locale si è impegnata così a testimoniare la necessaria sensibilità nei confronti della salvaguardia delle identità locali per la tutela dell’ambiente, della genuinità dei prodotti e per la valorizzazione dei territori e delle produzioni tipiche.

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Annamaria Parlato 19/12/2023 0

Festività natalizie e turismo a Salerno: cosa vedere in città

Il turismo natalizio è un fenomeno in cui le persone viaggiano durante le Festività per partecipare a celebrazioni specifiche, eventi specifici o semplicemente per godersi l'atmosfera natalizia in luoghi diversi. Questo tipo di turismo è popolare in molte parti del mondo, poiché le persone cercano modi unici per celebrare il Natale in un contesto diverso dal loro ambiente quotidiano.

Nella città di Salerno c'è un evento che da diciassette anni incuriosisce e attira visitatori da ogni angolo del mondo, riscuotendo successi e anche qualche critica che in ogni caso può risultare positiva, affinchè ci sia un costante miglioramento nel tempo. Stiamo parlando delle famose "Luci d'Artista". 

Le "Luci d'Artista" a Salerno hanno una storia che inizia nel 2006 (prendendo spunto dal modello torinese del 1998) e si è sviluppata nel corso degli anni, trasformando l'evento in una tradizione amata da residenti e turisti. Ecco una panoramica della storia delle Luci d'Artista a Salerno:

  1. Anno di Inizio (2006): Le Luci d'Artista a Salerno sono state inaugurate per la prima volta nel 2006. L'obiettivo era quello di trasformare il centro storico della città in un'affascinante galleria d'arte a cielo aperto, utilizzando la luce come mezzo espressivo.

  2. Artisti Locali e Internazionali: Nel corso degli anni, l'evento ha coinvolto numerosi artisti locali e internazionali che hanno contribuito con le loro opere luminose e installazioni artistiche. Le opere spesso riflettono temi natalizi, tradizioni locali e aspetti della cultura salernitana.

  3. Crescita e Popolarità: Nel corso degli anni, le Luci d'Artista hanno guadagnato popolarità, attirando un numero sempre crescente di visitatori. L'evento è diventato una delle principali attrazioni durante la stagione natalizia e ha contribuito a promuovere il turismo nella regione.

  4. Variazioni e Novità: Ogni anno, le Luci d'Artista presentano nuove installazioni e variazioni tematiche, mantenendo fresca e interessante l'esperienza per chi visita. Gli artisti vengono selezionati per portare creatività e innovazione alle opere esposte.

  5. Coinvolgimento della Comunità: L'evento coinvolge anche la comunità locale attraverso iniziative culturali e collaborazioni con le scuole. Questo contribuisce a rendere le Luci d'Artista non solo uno spettacolo visivo, ma anche un'esperienza che unisce la comunità.

Le Luci d'Artista a Salerno sono diventate un esempio di successo di come l'arte contemporanea e l'illuminazione possano trasformare uno spazio urbano, creando un'atmosfera magica e festosa durante il periodo natalizio. La continua crescita dell'evento dimostra il suo impatto positivo sulla città e sulla sua reputazione come destinazione turistica.

Le Luci inoltre seguono percorsi specifici attraverso la città, creando un itinerario luminoso che invita le persone a esplorare il centro storico e spesso sono accompagnate da eventi collaterali come concerti, mercatini di Natale e attività culturali.

Il periodo natalizio a Salerno offre quindi diverse attività e attrazioni che contribuiscono a creare un'atmosfera festosa e coinvolgente. Ecco alcune cose che puoi fare a Salerno durante il periodo natalizio:

  1. Mercatini di Natale: Partecipa ai mercatini natalizi che si tengono in varie piazze della città. Troverai bancarelle con oggetti artigianali, regali natalizi, decorazioni e prelibatezze culinarie.

  2. Concerti e Spettacoli: Controlla il calendario degli eventi per scoprire se ci sono concerti natalizi, spettacoli teatrali o altri eventi culturali in programma durante il periodo natalizio.

  3. Visita al Presepe di Sabbia: Salerno ospita un presepe di sabbia, un'installazione artistica unica realizzata con la sabbia della spiaggia. Questo è spesso situato lungo il lungomare e offre un'esperienza insolita legata alle tradizioni natalizie.

  4. Giro turistico della città: Approfitta delle luci e delle decorazioni per fare una passeggiata turistica attraverso il centro storico di Salerno. Ammira i monumenti, i palazzi storici e le chiese che sono particolarmente suggestivi durante il periodo natalizio.

  5. Eventi Religiosi: Partecipa a eventi religiosi che celebrano il Natale nelle chiese storiche della città. Molte chiese organizzano messe speciali, concerti corali e rappresentazioni natalizie.

  6. Gastronomia Natalizia: Assapora la cucina natalizia locale. Prova specialità regionali e piatti tradizionali legati alle festività natalizie.

  7. Gite in Giornata: Salerno è situata in una posizione strategica che consente gite in giornata verso altre destinazioni vicine. Ad esempio, puoi visitare la Costiera Amalfitana o Pompei.

  8. Passeggiate Lungo il Lungomare: Goditi una passeggiata rilassante lungo il lungomare, ammirando il mare e respirando l'aria fresca. Potrebbe essere un ottimo modo per rilassarti durante le festività.

  9. Attività per la Famiglia: Se viaggi con la famiglia, cerca attività dedicate ai bambini, come spettacoli per i più piccoli o eventi speciali nei parchi cittadini.

Ricorda di verificare gli eventi specifici e gli orari durante il tuo soggiorno, poiché le attività possono variare di anno in anno. Buon Natale a Salerno!

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Annamaria Parlato 16/11/2023 0

Il turismo enogastronomico in Italia, un fenomeno di successso e traino per l'economia

Il turismo enogastronomico è una forma di turismo incentrata sull'esplorazione e l'apprezzamento della cultura culinaria e delle tradizioni legate al cibo e al vino di una determinata regione. Questa tipologia di turismo coinvolge l'esperienza di prodotti alimentari locali, visite a cantine vinicole, degustazioni di vini, partecipazione a festival gastronomici e altre attività legate al cibo e alle bevande.

Gli appassionati di turismo enogastronomico cercano di solito di immergersi completamente nelle tradizioni culinarie del luogo che visitano. Ciò può includere la partecipazione a corsi di cucina locali, la visita a mercati alimentari tipici, la scoperta di specialità regionali e la degustazione di piatti tradizionali. Inoltre, il turismo enogastronomico spesso incoraggia la sostenibilità, promuovendo prodotti locali e pratiche agricole sostenibili.

Questa forma di turismo è diventata sempre più popolare poiché molte persone vedono il cibo come un aspetto fondamentale della cultura di una regione e desiderano esplorare e gustare le diverse tradizioni culinarie del mondo.

Ha radici antiche, ma è diventato una forma di turismo distinta e sempre più popolare solo negli ultimi decenni. Le tradizioni di viaggio legate al cibo e al vino possono essere fatte risalire a tempi antichi, quando le persone si spostavano per commerciare e scambiare merci, compresi prodotti alimentari e bevande.

Tuttavia, il concetto moderno di turismo enogastronomico, che coinvolge viaggi organizzati e specificamente progettati per esplorare la cultura culinaria di una regione, è emerso più chiaramente nel corso del XX secolo. Negli anni '80 e '90, c'è stato un aumento dell'interesse per la gastronomia e la cucina regionale, alimentato anche dalla popolarità crescente dei programmi televisivi culinari e dei libri di cucina.

Negli ultimi anni, il turismo enogastronomico è cresciuto ulteriormente, con sempre più viaggiatori che cercano esperienze culinarie autentiche durante le loro vacanze. Questo ha portato a una maggiore attenzione da parte dell'industria turistica, con molte destinazioni che promuovono attivamente le loro offerte culinarie uniche per attirare i visitatori interessati al cibo e al vino.

In Italia, molte regioni sono particolarmente adatte per il turismo enogastronomico, dato il ricco patrimonio culinario e vinicolo del paese. Alcune delle regioni più organizzate per accogliere i turisti interessati al cibo e al vino includono:

  1. Toscana: Celebre per i suoi vini, come il Chianti, e la cucina contadina toscana, la Toscana attira numerosi turisti interessati a degustazioni di vino e a esperienze culinarie autentiche.

  2. Piemonte: Conosciuto per i vini come il Barolo e il Barbaresco, il Piemonte è anche famoso per la sua cucina ricca e saporita, con piatti come la carne cruda e i tartufi.

  3. Emilia-Romagna: Questa regione è il cuore della cucina italiana con prodotti come il parmigiano reggiano, il prosciutto di Parma e l'aceto balsamico. Le città di Bologna e Modena sono particolarmente rinomate per la loro cucina.

  4. Veneto: La regione del Veneto è famosa per i suoi vini, tra cui il Prosecco, il Soave e l'Amarone. Venezia e le zone circostanti offrono un'ampia varietà di piatti di pesce e specialità locali.

  5. Campania: Con Napoli come punto centrale, la Campania è famosa per la pizza napoletana, la mozzarella di bufala, il limoncello e i vini della Costiera Amalfitana.

  6. Sicilia: Questa isola offre una cucina ricca e variegata, con influenze arabe, spagnole e italiane. I vini siciliani sono noti, e la cucina locale include specialità come la pasta con le sarde e i cannoli.

Queste sono solo alcune delle regioni italiane che si sono particolarmente distinte nel settore del turismo enogastronomico, ma è importante notare che l'intero paese offre un'ampia varietà di esperienze culinarie uniche, come quelle che approfondiamo durante i percorsi del progetto "Di Food in Tour" nei piccoli borghi del Salernitano. 

Un tour enogastronomico è un viaggio che si concentra sull'esplorazione e l'apprezzamento della cultura culinaria e delle tradizioni legate al cibo e al vino di una determinata regione. Questi tour offrono ai partecipanti l'opportunità di assaporare specialità locali, visitare aziende vinicole, partecipare a degustazioni di vini e immergersi nelle tradizioni culinarie della destinazione prescelta. Ecco alcuni elementi chiave di un tipico tour enogastronomico:

  1. Visite alle aziende vinicole: I partecipanti hanno l'opportunità di visitare cantine vinicole locali, incontrare produttori di vino, apprendere il processo di produzione e partecipare a degustazioni di vini. Questo è spesso uno dei momenti salienti di un tour enogastronomico.

  2. Lezioni di cucina: Molte esperienze enogastronomiche includono lezioni di cucina tenute da chef locali. I partecipanti imparano a preparare piatti tradizionali della regione e possono gustare i frutti del loro lavoro.

  3. Degustazioni di cibo: I tour enogastronomici prevedono spesso degustazioni di specialità locali, che possono includere formaggi, salumi, olio d'oliva, dolci e altri prodotti alimentari tipici.

  4. Esplorazione di mercati locali: I partecipanti hanno l'opportunità di esplorare mercati alimentari locali, scoprendo ingredienti freschi e tradizionali. Questo offre un'esperienza autentica della cucina locale e delle abitudini alimentari della comunità.

  5. Ristoranti locali: I tour enogastronomici includono spesso pasti in ristoranti locali che offrono piatti tradizionali. Questi pasti sono progettati per permettere ai partecipanti di gustare una varietà di specialità della zona.

  6. Eventi e festival: Se possibile, il tour può essere pianificato durante eventi enogastronomici o festival locali che celebrano il cibo e il vino della regione.

  7. Guida esperta: Un esperto locale o una guida specializzata in enogastronomia accompagna il gruppo, fornendo informazioni dettagliate sulla cultura culinaria, la storia del cibo e del vino della regione e suggerimenti pratici.

  8. Trasporti: I trasferimenti tra le destinazioni e le attività sono organizzati, garantendo che i partecipanti possano concentrarsi completamente sull'esperienza senza preoccuparsi della logistica.

Quali numeri muove il turismo enogastronomico oggi?

Le cifre esatte relative al turismo enogastronomico possono variare nel tempo e sono influenzate da diversi fattori, tra cui le condizioni economiche globali, le tendenze di viaggio e gli eventi internazionali. Tuttavia, il turismo enogastronomico è riconosciuto come un settore in crescita che attrae un numero significativo di viaggiatori in tutto il mondo. Alcuni punti salienti sulle dimensioni e l'impatto del turismo enogastronomico includono:

  1. Contributo all'economia: Il turismo enogastronomico è un settore che contribuisce in modo significativo all'economia globale. Gli investimenti nella produzione alimentare e vinicola, nelle attività di ristorazione e nelle esperienze enogastronomiche sono fonti di reddito importanti per molte regioni.

  2. Crescita del settore: Negli ultimi anni, c'è stata una crescita notevole del turismo enogastronomico, con sempre più viaggiatori che cercano esperienze culinarie autentiche durante le loro vacanze.

  3. Destinazioni popolari: Regioni famose per la loro cucina e i loro vini, come la Toscana in Italia, la Borgogna in Francia, la Valle del Napa in California e la Barossa Valley in Australia, attirano un elevato numero di turisti enogastronomici.

  4. Eventi e festival: Festival enogastronomici, eventi di degustazione e fiere del cibo contribuiscono all'attrattiva del turismo enogastronomico e generano entrate significative.

  5. Impatto sull'occupazione: Il turismo enogastronomico può avere un impatto positivo sull'occupazione locale, creando posti di lavoro nei settori della ristorazione, dell'ospitalità, della produzione alimentare e vinicola e delle attività connesse.

  6. Sostenibilità: C'è un crescente interesse per il turismo enogastronomico sostenibile, che promuove pratiche agricole e alimentari eco-compatibili e incoraggia il rispetto dell'ambiente e delle tradizioni locali.

  7. Social Media e influencer: L'ascesa dei social media e degli influencer ha contribuito a promuovere il turismo enogastronomico, con viaggiatori che condividono le loro esperienze culinarie attraverso foto, recensioni e racconti sui canali online.

  8. Aumento del interesse culturale: I viaggiatori cercano sempre più esperienze culturali autentiche, e il cibo e il vino sono elementi essenziali di molte culture. Il turismo enogastronomico offre l'opportunità di esplorare e comprendere la cultura di una regione attraverso la sua cucina.

Il turismo enogastronomico è diventato sempre più importante per diverse ragioni, poiché offre una gamma di benefici economici, culturali e sociali. 
Può stimolare l'economia locale attraverso gli investimenti nelle aziende vinicole, nei ristoranti, nei mercati alimentari e nelle attività correlate, tant'è che la spesa dei turisti per cibo, vino e altre esperienze enogastronomiche può generare entrate significative per le comunità locali; contribuisce alla creazione di posti di lavoro nei settori della ristorazione, dell'ospitalità, della produzione alimentare e vinicola, e nelle attività turistiche connesse; può aiutare a preservare e promuovere le tradizioni culinarie locali, infatti attraverso la partecipazione a tour enogastronomici, i visitatori possono apprezzare e sostenere la cultura alimentare autentica di una regione; contribuisce alla conservazione e alla trasmissione delle tradizioni culinarie attraverso le generazioni; può incentivare l'acquisto e la promozione di prodotti locali, dai formaggi ai vini, sostenendo l'agricoltura e la produzione locale;  incoraggia pratiche agricole e alimentari eco-compatibili, riducendo l'impatto ambientale e promuovendo la conservazione delle risorse naturali; può attirare turisti durante tutto l'anno, contribuendo a distribuire i flussi turistici e ad attenuare gli effetti della stagione turistica; offre ai viaggiatori l'opportunità di conoscere e apprezzare culture diverse attraverso il cibo. Questo può contribuire a una maggiore comprensione interculturale e promuovere la diversità. 
In ultima analisi, il turismo enogastronomico va oltre la semplice esperienza culinaria, influenzando positivamente l'economia, la cultura e la sostenibilità delle destinazioni. La sua importanza si riflette nella capacità di creare un impatto positivo su molteplici livelli.


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Annamaria Parlato 27/10/2023 0

Il territorio salernitano è ricco di tartufi, prodotti costosissimi ma pregiati

Autunno non è solo castagne, zucca e funghi. E' soprattutto tartufi, pregiati e meno, simbolo di eccellenza gastronomca delle cucine più rinomate. In previsione della ripresa delle nuove passeggiate "Di Food in Tour" in un ricco territorio ancora inesplorato quale è quello dell'Alto-Medio-Sele, intendiamo fornire un piccolo approfondimeto sull'"oro nero" della nostra amata provincia, ingrediente sublime e profumato, utilizzato in cucina per arricchire salati e dolci. 

Quando si parla di tartufo non ci si riferisce solo al Nord o al Centro Italia ma anche al Sud e in particolare a Salerno. Colliano è il comune che ne produce di più ma anche il Cilento ed il Vallo di Diano non sono da meno. La Campania è famosa per la produzione ed esportazione di funghi e tartufi in tutto il mondo e ci sono ben tre direttrici che contraddistinguono la raccolta di queste tipicità: l’Irpinia, il Sannio e la provincia di Salerno. Il tartufo è un fungo che cresce spontaneamente nel terreno accanto alle radici degli arbusti che ne consentono il nutrimento. Una volta maturo sprigiona un profumo intenso capace di attirare gli animali selvatici che scavando nel terreno contribuiscono a propagandarne la specie. Tradizionalmente viene raccolto a mano grazie al fiuto dei cani particolarmente sensibili alla sua presenza. Il tartufo vine apprezzato dagli estimatori per il suo profumo penetrante ed il suo sapore caratteristico. Se grattugiato fresco su un piatto ne diventa il protagonista. Non tutti sanno che il tartufo è ricco di proprietà benefiche oltre che afrodisiache, facilita il processo di digestione, è rimineralizzante e antiossidante e ha un bassissimo contenuto calorico. La sua struttura è costituita da una parte esterna che può essere liscia o ruvida detta peridio di colore chiaro-scuro e una parte interna detta gleba tendente al banco, rosa o marrone, contenente le spore con funzione riproduttiva. Queste caratteristiche morfologiche e organolettiche permettono l’identificazione della specie. I tartufi si suddividono essenzialmente in neri e bianchi di cui questi ultimi costosissimi perché rari. I Romani dall’antichità li conoscevano e li apprezzavano molto, il termine deriva proprio dal latino “terrae tufer” ossia escrescenza della terra. Le prime notizie sui tartufi si ritrovano nella Naturalis Hostoria di Plinio il Vecchio e nel ricettario di Apicio. Un po' meno fu apprezzato nel Medioevo perché ritenuto velenoso ma nel Rinascimento fu riscoperto e portato in auge nelle mense aristocratiche. Caterina De’ Medici fece conoscere il tartufo bianco alla corte di Francia e nel Settecento, venendo abbandonate le spezie, lo si utilizzò per aromatizzare le pietanze. Gioacchino Rossini amava il tartufo nei suoi Tournedos e Camillo Benso Conte di Cavour lo introdusse nelle mense ufficiali per favorire scambi diplomatici con i paesi stranieri. Nel territorio salernitano in questo periodo c’è la raccolta del tartufo estivo o “Scorzone” soprattutto a Colliano sul Monte Marzano e nel Vallo di Diano sino ad arrivare ai Monti Lattari, la parte alta della Costiera Amalfitana. Lo scorzone è un tartufo più economico e meno pregiato di quello nero. Presenta un particolare aroma nocciolato e viene molto apprezzato nella ristorazione e dagli chef stellati. A sud del Vallo di Diano al confine con la Basilicata, vi è invece la presenza di tartufo bianco. Si differenzia da quello nero perché in bocca ha un retrogusto agliaceo. In cucina è consigliabile consumare il tartufo sia bianco che nero a crudo e a lamelle per percepirne tutte le sfumature di sapori.

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Annamaria Parlato 07/10/2023 1

E' tempo di castagne: conosciamone la storia e gli usi in cucina

Questo alimento è stato più volte aprrofondito durante le nostre escursioni tra i Picentini e la Valle dell'Irno. Accomuna tutte queste aree ed è particolarmente diffuso nel salernitano. La storia della castagna è lunga e affonda le radici nell'antichità. Le castagne sono uno degli alimenti più arcaici consumati dall'umanità, e la loro coltivazione risale a migliaia di anni fa. Sono originarie delle regioni montuose dell'Asia Minore, in quella che oggi è la Turchia. Si ritiene che siano state coltivate per la prima volta oltre 2000 anni fa. Successivamente, si diffusero in altre parti del mondo, come il Mediterraneo e l'Europa, attraverso scambi commerciali e migrazioni. Le castagne erano un alimento fondamentale per molte civiltà antiche. I Romani, ad esempio, le consideravano un cibo essenziale e le utilizzavano per preparare farina, che veniva utilizzata per fare il pane e altri prodotti da forno. Erano anche un alimento importante per le popolazioni celtiche e galliche. Nel Medioevo, i castagneti divennero una fonte importante di cibo, soprattutto nelle regioni montuose dell'Europa. La castagna era una fonte di amido essenziale durante l'inverno, quando altre colture erano scarse. Nel corso dei secoli, l'importanza delle castagne come alimento principale diminuì gradualmente, in parte a causa della diffusione di altre colture come il grano e la patata. Tuttavia, nel corso del XX secolo, c'è stato un revival dell'interesse per le castagne come alimento sano e sostenibile, e la loro coltivazione è aumentata in molte parti del mondo. Oggi, le castagne sono utilizzate in molte preparazioni culinarie, dalla preparazione di dolci come il marron glacé alla produzione di farina di castagne utilizzata in cucina senza glutine. Inoltre, sono considerate un alimento sano e nutriente, ricco di fibre e vitamine.

In alcune culture europee, la castagna è stata associata all'amore e alla fertilità. Si credeva che portare una castagna in tasca potesse attirare l'amore e preservare la fertilità. In alcuni matrimoni tradizionali, le coppie si scambiavano una castagna come segno d'amore duraturo. In alcune leggende erano considerate il cibo preferito delle streghe. Si diceva che le streghe preparassero pozioni magiche usando castagne e le utilizzassero in riti segreti. Questa credenza ha contribuito a mantenere viva l'associazione tra la castagna e il mistero. In alcune regioni dell'Italia, la castagna era considerata un talismano di buona fortuna. Si credeva che portare una castagna in tasca o tenerla in casa potesse portare prosperità e fortuna, inoltre l'albero di castagno era considerato sacro. Si credeva che questi alberi fossero abitati da spiriti protettori, e le persone evitavano di danneggiarli o abbatterli.

La castagna è un ingrediente versatile in cucina ed è utilizzata in una varietà di piatti e preparazioni culinarie. 

Ecco alcuni dei principali usi della castagna in cucina:

  1. Castagne arrosto: Le castagne arrosto sono un classico snack autunnale e invernale. Le castagne vengono incise sulla parte superiore per evitare che scoppino durante la cottura e poi cotte al forno o in una padella speciale fino a diventare morbide e aromatiche.

  2. Zuppa di castagne: La crema di castagne o la zuppa di castagne sono piatti caldi e confortanti. Le castagne vengono bollite e poi mescolate con altri ingredienti come cipolle, sedano, carote, brodo e spezie per creare una zuppa densa e saporita.

  3. Purè di castagne: Le castagne bollite vengono schiacciate o passate al mixer per creare un purè. Questo purè di castagne può essere servito come contorno o utilizzato come base per salse e ripieni.

  4. Farina di castagne: Le castagne possono essere essiccate e macinate per produrre farina di castagne, che è senza glutine e può essere utilizzata nella preparazione di pane, dolci, gnocchi e altri prodotti da forno.

  5. Dolci: Le castagne sono un ingrediente comune in numerosi dolci. Ad esempio, i marron glacé sono castagne candite, mentre la mont-blanc è una torta a base di purè di castagne e panna montata.

  6. Ripieni: Le castagne possono essere utilizzate per preparare ripieni per carni, pollame o verdure. Sono spesso utilizzate in ripieni per il tacchino, l'anatra o gli agnolotti.

  7. Piatti principali: In alcune cucine regionali, le castagne vengono utilizzate come ingrediente principale per piatti come la polenta di castagne o il risotto alle castagne.

  8. Prodotti da forno: La farina di castagne può essere utilizzata per preparare biscotti, torte e pani speciali. In alcune regioni, è tradizione preparare il pane di castagne.

  9. Bevande: In alcune regioni, come la Corsica, le castagne vengono utilizzate per produrre liquori e bevande alcoliche, come il marroncello. Anche la birra artiginanale può essere ottenuta dalla fermentazione delle castagne.

  10. Antipasti: Le castagne possono essere utilizzate in insalate, condite con olio d'oliva e aromi, o aggiunte a piatti di formaggi e salumi come antipasto.

Le loro caratteristiche, come il sapore dolce e la consistenza cremosa, le rendono un elemento prezioso per la creazione di piatti sia dolci che salati.

Sono una fonte significativa di carboidrati complessi, principalmente amido. Questo le rende una buona fonte di energia a rilascio lento, che può contribuire a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Le castagne contengono pochi grassi saturi e sono praticamente prive di colesterolo. Sono quindi una scelta salutare rispetto ad alcuni altri alimenti ad alto contenuto di grassi saturi. Sono una fonte di fibre alimentari, che sono importanti per la digestione e possono aiutare a mantenere il senso di sazietà. Le fibre contribuiscono anche a regolare i livelli di zucchero nel sangue e a mantenere il colesterolo a livelli sani. Contengono una varietà di vitamine e minerali essenziali, tra cui vitamina C, vitamina B6, folati, potassio e manganese. Questi nutrienti svolgono un ruolo importante nella salute del sistema immunitario, nella formazione delle cellule rosse del sangue, nella salute delle ossa e nella funzione cardiaca. Sono ricche di antiossidanti come tannini e flavonoidi, che possono aiutare a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Gli antiossidanti sono importanti per la salute generale e possono contribuire a ridurre il rischio di malattie croniche. La farina di castagne è naturalmente priva di glutine, il che la rende un'opzione sicura per le persone con intolleranza al glutine o la celiachia. 

Le castagne sono considerate un alimento sostenibile, in quanto richiedono meno risorse idriche rispetto ad altre colture e possono essere allevate in terreni montagnosi che non sono adatti per altra tipologia di coltivazioni.

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Annamaria Parlato 31/08/2023 0

Vantaggi del turismo di prossimità: ecosostenibile, formativo per i giovani, strumento di promozione territoriale

ll turismo di prossimità, noto anche come turismo locale o turismo regionale, è un tipo di turismo che si concentra su viaggi e attività turistiche all'interno di una regione geografica limitata o vicina alla residenza del turista. Tra gli anni ’50 e ’60, ad esempio, il turismo di prossimità era molto in voga nella nostra Italia, in particolar modo tra quelle famiglie che non potevano permettersi viaggi lontani ed esosi. Questo tipo di turismo si basa sull'esplorazione e la fruizione delle risorse turistiche presenti nelle vicinanze del luogo di residenza o in una regione limitrofa, senza la necessità di viaggiare a lunghe distanze o all'estero. “Turismo di prossimità” vuol dire esattamente questo: non dare per scontato le bellezze che si trovano dietro casa, a due passi da noi, in quegli stessi luoghi che abbiamo visto scorrere davanti ai nostri occhi migliaia di volte ma che, per abitudine, non ci siamo mai fermati ad osservare.

Il turismo di prossimità è spesso motivato da diversi fattori, tra cui:

  1. Vicinanza geografica: I turisti preferiscono viaggiare in luoghi che sono facilmente accessibili da casa loro, riducendo così i costi e il tempo di viaggio.

  2. Sostenibilità ambientale: Limitando gli spostamenti a lunga distanza, il turismo di prossimità può contribuire a ridurre l'impatto ambientale associato ai viaggi, come le emissioni di gas serra.

  3. Scoperta di tesori locali: Questo tipo di turismo offre l'opportunità di scoprire luoghi meno conosciuti o sottovalutati nella propria regione, valorizzando le risorse culturali, naturali e storiche locali.

  4. Costi inferiori: I viaggi di prossimità tendono ad essere più economici, poiché richiedono meno spese di trasporto e alloggio.

  5. Flessibilità: Il turismo di prossimità offre maggiore flessibilità nei tempi di viaggio e nelle prenotazioni, consentendo ai turisti di organizzare escursioni last-minute o di breve durata.

Questo tipo di turismo è diventato particolarmente rilevante in risposta a eventi come la pandemia di COVID-19, che ha limitato i viaggi internazionali e ha spinto molte persone a esplorare le bellezze e le opportunità turistiche nella loro regione locale o nazionale.

Offre diversi vantaggi sia per i turisti che per le comunità locali e l'ambiente. Ecco alcuni dei principali vantaggi:

  1. Sostenibilità ambientale: Riducendo la necessità di viaggiare a lunghe distanze, il turismo di prossimità contribuisce a ridurre l'impatto ambientale associato ai viaggi, come le emissioni di gas serra e l'uso delle risorse naturali. Ciò è particolarmente importante in un momento in cui la sostenibilità ambientale è una preoccupazione globale.

  2. Riduzione dei costi: Il turismo di prossimità è spesso più economico poiché richiede meno spese di trasporto e alloggio. I turisti possono risparmiare denaro che altrimenti sarebbe stato speso in voli aerei, viaggi in treno o carburante per l'auto.

  3. Sviluppo locale ed economia: L'attività turistica nelle comunità locali può stimolare l'economia locale creando opportunità di lavoro e generando entrate per le imprese locali, come ristoranti, alberghi, negozi di souvenir e guide turistiche.

  4. Valorizzazione delle risorse locali: Il turismo di prossimità può incentivare la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e storiche presenti nelle vicinanze, incoraggiando la conservazione e la promozione di tali risorse.

  5. Scoperta di luoghi meno conosciuti: I turisti hanno l'opportunità di scoprire luoghi meno affollati e meno turistici nella loro regione o paese, consentendo loro di sperimentare autentiche esperienze locali.

  6. Flessibilità: Il turismo di prossimità offre maggiore flessibilità nei piani di viaggio, consentendo ai turisti di organizzare escursioni last-minute o weekend fuori porta senza la necessità di prenotazioni o piani a lungo termine.

  7. Resilienza economica: Il turismo di prossimità può contribuire alla diversificazione dell'economia locale, riducendo la dipendenza da settori economici sensibili alle fluttuazioni globali.

  8. Comunità interconnesse: Questo tipo di turismo può favorire un senso di comunità e un maggiore coinvolgimento tra i residenti locali e i visitatori, creando un ambiente più amichevole e inclusivo.

  9. Minore impatto culturale: Rispetto al turismo di massa, il turismo di prossimità tende a avere un impatto culturale meno invasivo, poiché i turisti sono più inclini a rispettare e apprezzare le tradizioni locali.

  10. Opportunità formativa e lavorativa per i giovani e gli addetti di settoreI giovani, sfruttando questa forma di turismo, possono lavorare come animatori turistici, organizzando attività ricreative e di intrattenimento per i visitatori in hotel, resort o alberghi diffusi. Inoltre hanno modo di approfondire la storia locale e la conoscenza del patrimonio culturale. Gli addetti di settore invece hanno la possibilità di progettare campagne di promozione, sviluppare contenuti digitali e organizzare eventi turistici ed enogastronomici.

In generale, il turismo di prossimità può essere un'opzione vantaggiosa per chi cerca di esplorare nuovi luoghi e sperimentare diverse culture senza allontanarsi troppo da casa, contribuendo nel contempo alla sostenibilità e allo sviluppo delle comunità locali. Anche nel 2023, le persone cercano destinazioni in cui restare più a lungo spendendo meno che in passato. Con il cambiamento degli stili di viaggio, i turisti sono alla ricerca di esperienze autentiche e sostenibili a prezzi più competitivi, rivolgendosi sempre di più a destinazioni emergenti. 

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Annamaria Parlato 31/07/2023 0

La Nocciola di Giffoni è la "Regina dei Picentini e dell'Irno", il prodotto di punta di due aree dedite alla coricoltura

Durante i nostri tour tra i Monti Picentini e la Valle dell'Irno, abbiamo appreso che la nocciola di Giffoni IGP è il prodotto più rappresentativo di queste aree interne della provincia di Salerno e fonte di sviluppo economico. 

La storia della nocciola ha radici antiche, risalenti a migliaia di anni fa. Originaria dell'Asia Minore, la nocciola si è diffusa in diverse parti del mondo e ha giocato un ruolo significativo nella cultura, nella cucina e nell'economia di molte regioni.

  1. Origini: La coltivazione della nocciola risale all'antica Grecia e Roma, dove veniva apprezzata sia per il suo frutto che per il legno. Tuttavia, sono i turchi ottomani che vengono spesso accreditati per aver perfezionato la coltivazione e l'uso delle nocciole, sviluppando varietà di alta qualità e stabilendo metodi di lavorazione.

  2. Diffusione in Europa: Le nocciole vennero introdotte in Europa durante l'epoca delle Crociate e furono portate in particolare in Italia e in Francia. Nel XVII secolo, la Turchia e l'Europa mediterranea divennero i principali produttori di nocciole.

  3. Nascita della Nutella: Nel XIX secolo, il cioccolato iniziò a diventare popolare in Europa. La Nutella, una delle creme spalmabili più celebri al mondo, fu creata nel 1946 in Italia da Pietro Ferrero. Inizialmente chiamata "Pasta Gianduja", conteneva nocciole e cioccolato.

  4. Coltivazione moderna: Oggi, l'Italia è ancora uno dei principali produttori di nocciole al mondo, insieme alla Turchia e ad altri paesi. Le nocciole vengono coltivate in molte altre regioni, tra cui Stati Uniti, Spagna, Francia e Azerbaigian.

  5. Settore economico: La coltivazione e il commercio delle nocciole sono diventati un'importante fonte di reddito per molte comunità agricole. Oltre ad essere utilizzate per la produzione di creme spalmabili e dolci, le nocciole sono anche un ingrediente comune in molti piatti salati e vengono utilizzate per produrre olio di nocciole.

  6. Benefici per la salute: Le nocciole sono apprezzate non solo per il loro sapore delizioso, ma anche per i loro benefici per la salute. Sono una buona fonte di grassi salutari, proteine, fibre, vitamine e minerali. Sono ricche di antiossidanti e possono contribuire a una dieta equilibrata e salutare se consumate con moderazione.

La storia della nocciola dunque è lunga e variegata, e il suo valore culturale, culinario ed economico è stato apprezzato per secoli. La nocciola proveniente dall’area di Giffoni era rinomata già durante il Medioevo, ma fu nel XVII secolo e nel periodo borbonico che i commerci, col resto d’Italia e con l’estero, conobbero un vero sviluppo. Oggi l'areale di produzione  si estende tra 12 comuni da Acerno a San Mango Piemonte: Acerno, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Giffoni Valle Piana, Giffoni Sei Casali, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano, San Cipriano Picentino, S. Mango Piemonte, Montecorvino Pugliano, FiscianoBaronissi.

La nocciola è una pianta e un frutto dalle molteplici peculiarità che la rendono un alimento e una risorsa unica. Ecco alcune delle sue caratteristiche distintive:

  1. Guscio protettivo: La nocciola cresce all'interno di un guscio legnoso e resistente, che la protegge durante la maturazione e rende necessario uno sforzo per aprirlo e rivelare il frutto.

  2. Sapore caratteristico: La nocciola ha un sapore unico e distintivo, che combina dolcezza e un delicato retrogusto di nocciola. Questo sapore è molto apprezzato in cucina e nella preparazione di dolci, cioccolatini e creme spalmabili.

  3. Valore nutrizionale: La nocciola è un alimento altamente nutriente. È ricca di grassi sani, proteine, fibre, vitamine (come la vitamina E) e minerali (come il manganese, il rame e il magnesio).

  4. Versatilità culinaria: Le nocciole possono essere utilizzate in molteplici modi in cucina. Vengono consumate da sole come spuntino o aggiunte a varie preparazioni, come dolci, torte, gelati, insalate, salse e molto altro.

  5. Olio di nocciole: Dalle nocciole si ricava l'olio di nocciole, apprezzato per il suo sapore delicato e il profumo aromatico. Questo olio è utilizzato sia in cucina che nell'industria cosmetica.

  6. Benefici per la salute: Le nocciole sono conosciute per i loro benefici per la salute. Sono ricche di antiossidanti che possono aiutare a combattere lo stress ossidativo nel corpo. Inoltre, i grassi sani presenti nelle nocciole possono contribuire a una dieta equilibrata.

  7. Coltivazione: La coltivazione della nocciola richiede una cura particolare e richiede pazienza, poiché le piante possono impiegare diversi anni prima di iniziare a produrre frutti.

  8. Noccioleti: Le aree in cui vengono coltivate le nocciole sono chiamate "noccioleti" e rappresentano importanti risorse agricole in diverse regioni del mondo.

Le nocciole italiane più pregiate sono: la Tonda Gentile Trilobata (tipica delle Langhe piemontesi), la Tonda di Giffoni, la Tonda Gentile Romana, la Mortarella e la Tonda Tardiva

La nocciola di Giffoni si caratterizza per avere una forma tonda, perfetta e regolare. La polpa è bianca e consistente, dal sapore deciso e aromatico e con la pellicola interna facilmente staccabile. Queste caratteristiche agevolano la tostatura, la pelatura e gli altri passaggi della lavorazione.

Le caratteristiche organolettiche si riferiscono a tutte le percezioni sensoriali che possiamo ottenere attraverso i nostri sensi durante la sua degustazione o manipolazione. Queste caratteristiche rendono la nocciola un frutto unico e distintivo, molto apprezzato in cucina e nella produzione di dolci e creme spalmabili. Ecco alcune delle principali caratteristiche organolettiche della nocciola:

  1. Sapore: Il sapore della nocciola è distintivo e molto apprezzato. Ha una dolcezza naturale, accompagnata da un sapore di nocciola unico e delicato. Il sapore è spesso descritto come "tostato", "leggermente burroso" o "cremoso".

  2. Aroma: L'aroma della nocciola è ricco e aromatico. Durante la degustazione, si possono rilevare sentori di tostato, fruttato e leggermente erbacei.

  3. Texture: La nocciola ha una texture croccante e succosa, soprattutto quando è appena raccolta e fresca. Quando tostate, le nocciole possono avere una texture leggermente più friabile e croccante.

  4. Colore: Il colore della nocciola può variare dal marrone chiaro al marrone più scuro, a seconda della varietà e del grado di tostatura.

  5. Retrogusto: Il retrogusto della nocciola può essere persistente e piacevole, lasciando una sensazione di piacere dopo la degustazione.

  6. Note aromatiche: Durante la degustazione, si possono percepire note aromatiche che ricordano il cacao, il cioccolato, il burro, il cocco e la vaniglia.

  7. Versatilità in cucina: Le caratteristiche organolettiche della nocciola la rendono un ingrediente versatile in cucina. Le nocciole possono essere utilizzate in molti modi, da ingredienti per dolci e torte a snack salutari o come base per la produzione di creme spalmabili e perfino in piatti salati.

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